Dietro lo scatto - marcotosinet

Vai ai contenuti

Menu principale:

Dietro lo scatto

Editoriali
 

Dalla pioggia alle stelle

 

Il clima è piovoso, una di quelle giornate che a luglio ti rattristano, accendo il pc e controllo il radar metereologico alla ricerca di qualche sprazio di luce tra le dense nuvole. Forse ci siamo, in serata prevedono rasserenamenti, la luna non dovrebbe essere visibile... Si! Proviamo a salire in quota anche se il clima è poco speranzoso!
Preparo tutto, infilo nello zaino, oltre all'attrezzatura fotografica, tutto il necessario per camminare sotto la pioggia, carico in macchina e parto. Mentre guido sotto una pioggia incessante penso ad un altro giro a vuoto, ma sempre meglio che stare in casa dico tra me e me... raggiungo la valle guidando in mezzo a nuvole dense e basse e giunto al parcheggio la situazione non è molto diversa, vento, nuvole basse mi avvolgono, ma per fortuna non piove più. Min incammino verso il luogo stabilito e giunto sul posto rimango incantato dallo scenario.. le nuvole corrono e avvolgono le montagne, scene poco comuni e belle da fotografare quanto inusuali. Non mi resta che scattare, cercare composizioni coinvolgenti ed aspettar le stelle.

_______________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

Finalmente l'ermellino

 

Una tipica giornata di vento, quota 2600 mt, una giornata dove sai difficilmente incontrerai una animale, perché per esperienza nelle giornate di vento passate gli avvistamenti son sempre stati pari a zero... anche le marmotte si faticano a sentire e vedere.
Insisto continuo a studiare roccia per roccia, vicina lontana alla ricerca di ogni piccolo segno di movimento..
Ad un tratto lui fa capolino da un sasso a pochi metri e mi osserva incuriosito, rimane li a lungo ad osservarmi, cambiando postazione, girandomi intorno... attimi fantastici dove ti senti parte della natura, dove tu ed un esserino di 25cm convivete il mondo senza darvi fastidio soltanto con la volontà di conoscervi..
Il tempo di qualche clic e poi sparisce, li ti accorgi "il vento" che in quei momenti era cessato era tornato farla da padrone

_______________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

Sopralluogo al Bayerischer Wald

 

La sveglia suona all'alba, siamo alla fine di Aprile ed il termometro segna -1°, strano ieri segnava +10°, meno male che son stato previdente e sapendo di dover star fermo molte ore mi sono portato dietro l'abbigliamento invernale. Oggi tutta la giornata sarà dedicata alla fotogrfia dell'orsa coi suoi cuccioli. Sono al Bayerischer Nationalpark in Germania ad accompagnare un gruppo di fotografi amatoriali, il posto ideale per approcciarsi alla fotografia naturalistica, una vera palestra fotografica con una superficie di quasi 25.000 ettari e la presenza di fauna autoctona dei boschi della Baviera in ampi spazi di ambiente controllato, è uno dei più famosi punti di ritrovo di foto-naturalisti d’Europa.
Nonostante si tratti di un ambiente controllato, per via degli spazi davvero grandi spazi le attese ed i silenzi sono quasi gli stessi che si possono trovare in un ambiente naturale, ciò consente di percepire ancora di più il duro lavoro del fotografo naturalista. Siamo sl posto di avvistamento gia di prima mattina e appena arriviamo dell'orsa nessuna traccia, dopo quasi un ora di attresa si vede che i cespugli sullo sfondo si muovono e seniamo i cuccioli giocare tralo loro, ma non si vde nulla... le ore passano, tiriamo fuore dallo zaino il nosto pranzo al sacco, ma la scena è sempre la stessa cespugli mossi e nulla di più. Nel frattempo il clima cambia, piove ed a tratti scendono fiocchi di neve, un continuo togliere e mettere le protezioni antiacqua a noi e all'attrezatura... Così fino al tardo pomeriggio.
Ad un certo punto si intravede tra i rami mamma orsa che viene verso di noi, l'emozione sale, ma tutto è pronto e il dito sul pulsante di scatto è in tepidazione! Si l'attesa è valsa, mamma orsa porta a spasso i cuccioli e noi siamo liberi di fotografarli mentre giocano tra loro, un momento più bello dell'altro.. si susseguono scatti e momenti di sguardi, il tempo sembra non finire mai mentre percorrono il tratto dai cespugli al laghetto per rifornisi d'acqua e ritorno... il tutto sarà durato 10 minuti e poi via di nuovo nei cespugli e poi più nulla fino a sera

_______________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

Sopralluogo al bramito

 

Preso dalla noia del brutto tempo decido ugalmente di andare a scoprire un posto nuovo, un nuovo stimolo con la natura.
Arrivo sul posto nel primo pomeriggio, le nuvole sono dense e girano intorno alle creste, ma ogni tanto un piccolo pezzo di cielo azzurro si intravede. Appena sopra i 2000mt si vedono già i segni delle prime spolverate di neve, il paesaggio è stupendo e scatto già alcuni dettagli sui larici ghiacciati...
Ma io sono qui per altro, e quindi inizio ad affinare l'udito alla ricerca del "Bramito"... cammino per ore seguendo il canto dei cervi, mi apposto, binocolo tutte le radure e tutti i cespugli, ed eccoli la ad almeno 200mt di dislivello sopra di me... Cammino, ho ben in testa il mio obbiettivo, e nonostante il peso dell'attrezzatura (due cavalletti, 400mm, 300mm, 70-200mm, 28mm, reflex, più abbigliamento vario) vado instancabile.
Eccomi, trovo un posto che mi sembra adatto a tutto quello che ho letto in merito ai cervi, mi apposto, preparo la postazione attaccato ad una roccia per meglio confondermi col paesaggio e copro il tutto con una rete a foglie... sono li immobile mentre tutto intorno a me è un canto, tanto da far venir la pelle d'oca e sentirne le vibrazioni. All'improvviso un giovane maschio appare di fronte a me tra i cespugli, mette fuori giusto la testa per scrutare la radura, ma i bramiti più virtuosi vengono dalla mia sinistra... mentre lo curo senza muover un dito e senza un click, vedo che volta il capo alla mia sinistra, mi giro anch'io ed un bramito si infrange su di me. Eccolo li in tutto il suo splendore, i minuti di luce ormai sono pochi e per non perdere l'attimo stacco la reflex dal fisso e attacco il 70/200 perchè è troppo vicino.. due click e si accorge di me.. immobile attendo che avanzi, ma altri canti lo distraggono e rientra nei cespugli. Pochi minuti dopo la luce non c'è più... tiro insieme le mie cose, frontale accesa e torno sul mio cammino

_______________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

Sopralluogo al colle del Nivolet

 

L'idea è di fare un sopralluogo in un posto dove ho passato quattro anni seguendo un ottimo progetto, così per controllare i luoghi e i soggetti da fotografare per un nuovo progetto.
Con me un buon compagno carico di voglia di scoprire un luogo per lui nuovo e di conoscere tecniche di avvicinamento ai soggetti in natura...

Lungo il percorso incontriamo, camosci, stambecchi, tantissime marmotte ed una bella vipera con un soffio bello corposo. Purtroppo l'amata e vecchia amica volpe non si è mostrata ai nostri occhi, ma io ci son abituato, quando si cerca un soggetto libero in natura si sa che non tutti i giorni sarà possibile incontrarlo...  come detto prima, per finire un progetto a loro dedicato io ci ho messo anni..

Così io mi accontento di alcuni scatti di paesaggio e di quattro chiacchiere con le vecchie amiche marmotte, scatto più per compagnia e per provare la nuova attrezzatura, perché di quei paesaggi ho gli occhi e gli archivi pieni. Qui affianco due scatti messi proprio per il compagno di merende che durante il sopralluogo a questo laghetto si lamentava del cielo ormai piatto e grigio... ed io: "concentrati sulla composizione, cerca linee e prospettive diverse che escludano in parte quello che non ti piace (il cielo)".

Il progetto continua e si faranno altri sopralluoghi... a presto!

_______________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

Tramonto al Lago Nero

 

Partire da casa con la voglia di svagarsi un po' e di godersi la natura.... e fare qualche scatto che porterà per sempre nei tuoi ricordi l'emozione.
Eccoci qui, finalmente un po' di montagna ed una sana camminata in quota, si parte dal parcheggio della piana del Devero attorno alle 15,00 del pomeriggio in maniche corte, ma sappiamo che alla quota di arrivo la neve è ancora molta e che il rientro sarà al buio ed al freddo, per cui lo zaino è carico: Ciaspole, piumino, smanicato antivento, pail, maglia termica, termos di caffè, guanti, scaldacollo, cappello di lana, ghette, due lampade frontali, qualche barretta energetica, reflex, un obbiettivo grandangolare, cavalletto in carbonio, filtri digradanti a lastra.
Così caricato lo zaino sulle spalle ci si incammina e si affrontano i circa 400 mt di dislivello, dalla piana del devero verso la Val Buscagna e poi verso il Lago Nero. Il tutto a passo lento, visto il largo margine di anticipo sull'ora del tramonto (20,30), gustandosi tutti i suoni della natura.

Chi cammina con me sa che ogni canto o verso di animale attira la mia attenzione, per me è una cosa irresistibile ascoltare ed interpretare i suoni della natura. Senti, eccolo là... è il rampichino alpestre, giusto uno sguardo perchè con me ho solo il grandangolo e lo scopo della giornata è paesaggisco. Mi godo il momento e riparte il cammino... così fin alla possente lingua di neve che preannuncia l'utilizzo delle ciaspole forzato. E proprio li, durante il montaggio, sentiamo le prime marmotte che avvisano l'arrivo di intrusi nel territorio.

Il passo si fa pesante, la neve di maggio è molto bagnata, le ciaspe si trascinano a fatica, ma il panorama della val Buscagna ci ripaga della fatica. E giunti finalmente sul posto ci liberiamo degli zaini e tiriamo subito fuori l'attrezzatura fotografica in cerca delle inquadrature migliori.

E' presto son le 17,00 il cielo è velato, quelle nuvole alte che ti fan ben sperare per un caldo ed acceso tramonto, nell'attesa dell'ora giusta perlustro il lago ed i suoi dintorni in cerca delle angolature migliori e di qualche animaletto...

_______________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

Cucciolo di Volpe Rossa

 

Eccoci qui, dietro ad uno scatto come questo non c'è la fortuna del momento. Spesso mi capita di sentire dai visitatori alle mie mostre: " Certo che ci vuole fortuna a trovarsi davanti ad una volpe con l'attrezzatura fotografica ".... Be non è proprio così!

Dietro ad una singola sessione fotografica ad un animale in libertà ci sono ore di studio sul soggetto, sui suoi comportamenti in natura, per poter meglio raccontare le sue abitudini in uno scatto. E non solo, ci sono ore e giorni di appostamento per studiare il soggetto in natura, per far riconoscere il tuo odore all'animale e fargli capire che non sei li per arrecagli un fastidio, ma solo per goderti la natura con lui nel dovuto rispetto.

Questo scatto è il frutto di 4 anni di appostamenti in natura sul soggetto, 4 anni passati a cercare di raccontare il ciclo vitale di quattro stagioni in più scatti fotografici al soggetto. In tutti questi anni il 60% delle uscite sono servite a conoscere ed avvicinarsi al soggetto, ore a binocolare, a cercare tracce sul territorio a studiare le zone migliori, le luci migliori nell'arco della giornata.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu